Archive for the Musica Category

Giorgio Gaber – Il comportamento

Posted in Blog, Brainstorm, Musica on luglio 13, 2010 by luvemil

Dopo più di sei mesi di assenza i miei cari lettori fidati saranno ormai decimati, ma non importa. Sono cambiate tante cose in questo anno che ormai è terminato (l’anno per me va da un giugno al successivo), quindi bisognerebbe aggiornarci… sincronizzarci. Tuttavia preferisco lasciare un po’ di mistero che non guasta mai e potrebbe anche garantirmi quel tanto di fascino sufficiente da riuscire a rimorchiare. E proprio a questo proposito è la canzone che vi propongo. Mi raccomando, non fermatevi alla prosa iniziale ma ascoltatela tutta. Il tema dell’inesistenza dell’Io è abbastanza forte in Gaber, e sarebbe un ottimo spunto per cominciare a esporre una breve trattazione sul significato di intelligenza, di linguaggio, di comunicazione, di coscienza, di pensiero e infine di Io, ma è tardi e non ho voglia di dilungarmi.

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Giorgio Gaber – Verso il terzo millennio

Posted in Blog, Musica on febbraio 5, 2009 by luvemil

Quest’uomo è morto sei anni fa, anzi, sei anni, un mese e quattro giorni, eppure sembra di sentirlo cantare adesso. Forse perché era un veggente, ma non credo… forse perché l’uomo non è ancora arrivato al punto di riuscire a cambiare significativamente in sei anni… probabile… ma sarebbe meglio dire forse l’uomo non è ancora arrivato al punto da riuscire a peggiorare significativamente in sei anni.

Questa canzone però risale al 2001. Allora risistemiamo e diciamo che l’uomo non è ancora rrivato al punto da riuscire a peggiorare significativamente in otto anni. Eppure otto anni sono tanti: otto anni fa il cellulare più piccolo era un mattone, un computer con 20 GB di HDD era enorme, una scheda video con 32 MB di RAM era il sogno di ogni giocatore, un processore 1,2 GHz ce lo sognavamo. Oggi esiste un solo cellulare mattone e si chiama IPhone, ma se riflettiamo che più che ad un cellulare somiglia ad un Mac allora è un altro paio di maniche, un pc con 60 GB di HDD (il mio) è obsoleto, il minimo per lavorarci e 300 GB, le schede video hanno 512 MB di RAM, ma anche 1024 e forse da quando scrivo a quando pubblico diventeranno 2048, i processori sono quad-core per gli obsoleti, mentre quelli “in” hanno un 4 CPU fisiche e 4 virtuali. Per installare linux otto anni fa… beh, a essere sincero non ho la più pallida idea di come fosse all’epoca, ma sicuramente tre/quattro anni fa non era facile come ora (ricordo ancora i casini per installare Fedora core 3).

C’è da dire che Windows è rimasto lo stesso. Sì, sono d’accordo con voi, esiste Vista, ma me lo chiamate sistema operativo? Comunque stiamo uscendo fuori traccia. Il punto è che, sebbene nel quotidiano i cambiamenti possano sembrare così vistosi (basti prendere un auto datata otto anni e vedere che effetto fa adesso), il processo di degenerazione dell’individuo procede sempre, incessante e inesorabile, nella stessa direzione.

Eric Clapton – Layla

Posted in Blog, Musica on gennaio 2, 2009 by luvemil

What’ll you do when you get lonely
And nobody’s waiting by your side?
You’ve been running and hiding much too long.
You know it’s just your foolish pride.

Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

I tried to give you consolation
When your old man had let you down.
Like a fool, I fell in love with you,
Turned my whole world upside down.

Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

Let’s make the best of the situation
Before I finally go insane.
Please don’t say we’ll never find a way
And tell me all my love’s in vain.

Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

Layla, you’ve got me on my knees.
Layla, I’m begging, darling please.
Layla, darling won’t you ease my worried mind.

Gaber – La masturbazione 2

Posted in Blog, Musica on dicembre 31, 2008 by luvemil

Seconda versione del monologo. Posto soltanto la fine, l’inizio è di poca importanza e perde molto se non viene ascoltato.

C’è di buono che un attimo dopo penso subito a qualcos’altro.
Pensare… più che pensare c’è come una specie di disagio, di amarezza. Non ho mai capito perché io per eccitarmi abbia bisogno di certe fantasie strane e contorte. Probabilmente la nostra vita sessuale è irrimediabilmente corrotta. Spesso anche con una donna è un amore tutto mentale. Si va avanti da soli. È un amore monosessuale… come la masturbazione.
Ma è possibile che nell’amore, come anche nella vita, si debba sempre essere così: egocentrici e soli. Mai… mai un gesto che sia veramente oltre noi stessi.
No, non è di altruismo che intendo parlare, i nostri atteggiamenti altruistici li conosco bene, e forse servono più che altro a garantirci un posto in paradiso. Ma per un posto nella vita ci vuole altro. Bisognerebbe inventare il miracolo… sì, bisognere arrivare al punto dove il nostro egoismo possa magicamente coincidere con la felicità degli altri.

Giorgio Gaber – Disperata solitudine

Posted in Blog, Musica on dicembre 28, 2008 by luvemil

Il caro Gaber, pace all’anima sua!, se mai dovesse esistere un Dio, dovrebbe dare la pace a quel pover’uomo. Alla De André:

Dio di misericordia il tuo bel paradiso

l’hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso

per quelli che han vissuto con la coscienza pura

l’inferno esiste solo per chi ne ha paura

Comincia con una stupidaggine, il caro Gaber, il suo monologo, con la descrizione di una fantasia erotica nel corso di una sessione di masturbazione. È incredibile come da un argomento così vietato, infatti dice “Nessuno ha mai parlato di questo modo di amare. In due, sempre in due… oppure in tanti, che stronzata in tanti! L’amore in uno è il più perfetto. Non ha mai sfasature. È l’unico amore in cui una persona possa fare veramente i conti con il proprio sesso”,  si giunge, alla fine, ad uno dei discorsi che più mi incantano. Sebbene il finale è presentato in diverse versioni, assolutamente diverse le une dalle altre, ce n’è uno che mi piace particolarmente. Lo riporto di seguito (in futuro potrei anche decidere di inserire gli altri finali):

[…]
Basta. Basta.
È come uno schifoso guazzabuglio di pensieri che si scioglie. È una cascata di sintomi di delirio che gocciolano da tutte le parti. Basta, che miseria.
Ora bisogna abbandonarsi e dormire più che si può. Dormire?…
Si crede sempre che sia il fondo dello squallore quello che si è toccato. Chissà se esistono delle forze per andare più giù. Delle strane forze, e la prossima volta scendere più in basso. C’è un momento in cui si è veramente soli. Quando si arriva in fondo a ciò che siamo di orrendo, di squallido. Ma in fondo, proprio in fondo in fondo.
Il dolore stesso non vi risponde più. Gli occhi sono asciutti perché lí c’è il deserto. Strano, non c’è neanche il dolore nella solitudine, quella vera. Gli occhi sono asciutti. E allora bisogna risalire da quel fondo… piano piano bisogna ritornare tra gli uomini.
Non c’è niente da fare. Bisogna ritornare con gli uomini… anche per piangere.

Fabrizio De André – Dormono sulla collina

Posted in Musica on novembre 29, 2008 by luvemil

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Fabrizio De André – Nella mia ora di libertà

Posted in Musica on novembre 28, 2008 by luvemil

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