Un capitolo chiuso

Parliamo della mia vita sentimentale. Chissene frega? Andavene da un’altra parte se non ve ne frega niente. Di certo non mi cambia la vita il fatto che leggiate o meno quello che scrivo qui.

La mia vita sentimentale non è stata molto avventurosa ne interessante. Vorrei dire di essere stato con una sola ragazza, ma mio malgrado devo ammettere che in realtà le ragazze sono due. In ogni caso la seconda non la conto come una vera e propria relazione.

Proprio di questa seconda ragazza vorrei parlare. Vorrei parlare di quello che io considero un capitolo chiuso, ma forse visto che ne parlo ancora tanto chiuso non è, o forse voglio solo chiarirmi le idee.

Potrei dire di volerlo chiudere dicendo che non la conosco e negando di essere mai stato con lei. In fondo per come sono io è più una vergogna che altro essere stato con una ragazza del genere. Non fraintendetemi, per me il 99.9% delle ragazze sono troie, quindi il fatto di cadere in questa categoria secondo i miei canoni significa solo rientrare nella normalità. Ma è questo quello che mi preme di più: per me aver avuto una relazione (o come volete chiamarla voi) con una ragazza normale è una vergogna. Significa ammettere che mi piacciono le banalità.

Poi c’è da dire che da quando mi ha lasciato ho esagerato un po’ la faccenda. Può essere che l’amavo, o può essere che è il mio orgoglio ad aver ingigantito la cosa perché si è sentito ferito… in fondo di ricordo di aver pensato un paio di volte che in realtà aspettavo solo che passasse un po’ di tempo prima di lasciarla. Purtroppo il mio orgoglio ferito non mi permette di essere freddo e calcolatore.

Comunque sia, il motivo per cui non mi riesco a rassegnare è che sono sempre convinto che lei veda il mondo come lo vedo io. Questo è il motivo per cui mi tormentavo quando sono stato con lei (in questa sede sono nell’ipotesi che siamo stati insieme, ma fuori di qui io e lei ci conosciamo a stento), ed è il motivo per cui non riesco a convincermi che lei non provi più niente per me.

Il problema della mia visione del mondo, è che io non cambio mai. Che io dica di amarla o meno dipende dalle circostanze, è per questo che io ho smesso di credere nell’amore, ma il fatto che mi piaccia… non sono sicuro di poter dire che dipenda dalle circostanze. Io credo che ci sia come uno schema che è presente a priori nella mia mente, anzi che deriva necessariamente dalla mia mente di per sé. Quando penso a questa ragazza questo schema si riempie in vari punti (sarebbe troppo pretendere di trovare una ragazza che li riempia tutti vero?). In realtà questi punti non sono molti, devo ammettere che la precedente combaciava di più sotto molti altri aspetti. Tuttavia punti che io ritenevo importanti venivano a colmarsi con la seconda ragazza.

Questa è la mia spiegazione razionale del perché costei mi piaceva. Ne segue anche la spiegazione razionale del perché trovo difficile credere che io non le piaccia più: cos’è cambiato in me per non essere più aderente a questo schema innato? Nulla. Evidentemente allora deve essere cambiato qualcosa in lei. Ma allora lei non è più uguale a se stessa com’era allora. Questo è il motivo che mi è di conferma per la mia rassegnazione razione, e si aggiunge fra l’altro a quelli che già avevo al principio, perché da quando ho cominciato a frequentarla ho capito che molte delle cose che ritenevo interessanti in realtà erano solo illusioni, che dietro una maschera di unicità si nascondeva la più comune delle persone, per di più egocentrica, infantile e stupida. Ecco perché già all’epoca avevo deciso che l’avrei lasciata, ed ecco perché razionalmente non la voglio più.

Eppure credo che sempre per il fatto che io non cambio mai, unito al mio ego infantilissimo e al mio orgoglio ferito, se mai dovessi reincontrarmi con lei cadrei di nuovo nella trappola. Non vi è alcun dubbio su questo. E purtroppo non posso neanche incomparla di ciò, perché è unicamente colpa mia.

Mi consola il fatto di constatare di essere diverso da lei. Ho sempre odiato questo modo di trattare l’amore con leggerezza, e noto con piacere che non ci riesco. Sono fiero di essere diverso, anche se devo accettare di essere come tanti altri.

Per finire, mi vergogno di me stesso per aver avuto una relazione futile e stupida. Per tanto, io mi comporterò come se non fossi mai stato con questa ragazza, cosa che, dal mio punto di vista, realmente non è avvenuta. Quella che è stata non si può classificare in alcun modo relazione.

Adesso il capitolo è veramente chiuso.

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Una Risposta to “Un capitolo chiuso”

  1. Personalmente ritengo che nessuno dei due è cambiato, solo che all’inizio non ci si conosce, poi, col tempo, magari si conoscono alcuni aspetti di una persona in determinate situazioni, che proprio non vanno giù e si decide di rompere il rapporto, senza che nessuno dei due sia cambiato. Già è difficilissimo che una persona cambi le proprie caratteristiche nell’arco di una vita, figuriamoci in pochi mesi. Per quanto riguarda l’amore sono sicuro che è eterno, se finisce amore non è…..ti assicuro che quando si incontra l’amore ci si rende conto che ogni parola in proposito è superflua. In ultimo, la cosa che mi lascia un po’ perplesso è il fatto che affermi che ti vergogni di te stesso per quella relazione, ma, se la incontrassi di nuovo ci ricascheresti; qui vengono meno quelle basi necessarie e indispensabili su cui erigere la propria “fortezza” e che fanno di una persona un uomo.

    🙂

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