Archivio per dicembre, 2008

Gaber – La masturbazione 2

Posted in Blog, Musica on dicembre 31, 2008 by luvemil

Seconda versione del monologo. Posto soltanto la fine, l’inizio è di poca importanza e perde molto se non viene ascoltato.

C’è di buono che un attimo dopo penso subito a qualcos’altro.
Pensare… più che pensare c’è come una specie di disagio, di amarezza. Non ho mai capito perché io per eccitarmi abbia bisogno di certe fantasie strane e contorte. Probabilmente la nostra vita sessuale è irrimediabilmente corrotta. Spesso anche con una donna è un amore tutto mentale. Si va avanti da soli. È un amore monosessuale… come la masturbazione.
Ma è possibile che nell’amore, come anche nella vita, si debba sempre essere così: egocentrici e soli. Mai… mai un gesto che sia veramente oltre noi stessi.
No, non è di altruismo che intendo parlare, i nostri atteggiamenti altruistici li conosco bene, e forse servono più che altro a garantirci un posto in paradiso. Ma per un posto nella vita ci vuole altro. Bisognerebbe inventare il miracolo… sì, bisognere arrivare al punto dove il nostro egoismo possa magicamente coincidere con la felicità degli altri.

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Giorgio Gaber – Disperata solitudine

Posted in Blog, Musica on dicembre 28, 2008 by luvemil

Il caro Gaber, pace all’anima sua!, se mai dovesse esistere un Dio, dovrebbe dare la pace a quel pover’uomo. Alla De André:

Dio di misericordia il tuo bel paradiso

l’hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso

per quelli che han vissuto con la coscienza pura

l’inferno esiste solo per chi ne ha paura

Comincia con una stupidaggine, il caro Gaber, il suo monologo, con la descrizione di una fantasia erotica nel corso di una sessione di masturbazione. È incredibile come da un argomento così vietato, infatti dice “Nessuno ha mai parlato di questo modo di amare. In due, sempre in due… oppure in tanti, che stronzata in tanti! L’amore in uno è il più perfetto. Non ha mai sfasature. È l’unico amore in cui una persona possa fare veramente i conti con il proprio sesso”,  si giunge, alla fine, ad uno dei discorsi che più mi incantano. Sebbene il finale è presentato in diverse versioni, assolutamente diverse le une dalle altre, ce n’è uno che mi piace particolarmente. Lo riporto di seguito (in futuro potrei anche decidere di inserire gli altri finali):

[…]
Basta. Basta.
È come uno schifoso guazzabuglio di pensieri che si scioglie. È una cascata di sintomi di delirio che gocciolano da tutte le parti. Basta, che miseria.
Ora bisogna abbandonarsi e dormire più che si può. Dormire?…
Si crede sempre che sia il fondo dello squallore quello che si è toccato. Chissà se esistono delle forze per andare più giù. Delle strane forze, e la prossima volta scendere più in basso. C’è un momento in cui si è veramente soli. Quando si arriva in fondo a ciò che siamo di orrendo, di squallido. Ma in fondo, proprio in fondo in fondo.
Il dolore stesso non vi risponde più. Gli occhi sono asciutti perché lí c’è il deserto. Strano, non c’è neanche il dolore nella solitudine, quella vera. Gli occhi sono asciutti. E allora bisogna risalire da quel fondo… piano piano bisogna ritornare tra gli uomini.
Non c’è niente da fare. Bisogna ritornare con gli uomini… anche per piangere.

Brainstorm #1

Posted in Blog, Brainstorm on dicembre 25, 2008 by luvemil

Pensavo, e immediatamente appena penso “pensavo” gli si affiancano “I was thinking” e un generale predicato P di cui la variabile i (io) è l’argomento: Pi.

Pensavo a quanto sia stupida la lingua italiana, perché una frase del tipo “x mi piace”, che analizzata logicamente darebbe x = soggetto, mi = compl. di termine, piace = predicato verbale, in inglese equivale a “I like x”, ovvero I = soggetto, like = predicato verbale, x = compl. oggetto, che è più logico. È più logico perché andando ad affermare che “x mi piace”, io intendo che l’oggetto x compie un’azione che io patisco, mentre in realtà è chi la patisce a compiere l’azione.

Il dilemma che sta dietro è più profondo, ma prima di andare al clue una piccola riflessione. Quando in italiano dico “x piace”, sorge subito la domanda A chi?. Possiamo quindi dire che il predicato piacere è della forma “x piace a y”. In inglese invece diciamo “x likes y”. Anche in lojban c’è un gismu (nelci) che ha forma “x nelci y” e lignifica “x is fond of/likes/has a taste for y (object/state)” (da notare che y non può essere una persona). Ma “x piace a y” = “y likes x”. Se invece voglio dire che “x (persona) piace a y (persona)”, in inglese dirò sempre “y likes x”, ma in lojban dirò “y cinynei x”, lett. “x fancies y (cinse ‘sex’ + nelci ‘like’)”. Traduco dal lojban all’inglese perché non c’è materiale lojban-italiano e poi mi ritroverei con evidenti problemi di traduzione. Comunque in inglese posso dire I like a person, ma è un po’… insomma, non rende l’idea di piacere fisico. I fancy somebody invece rende meglio l’idea, perché fancy (sost.) può significare “un sentimento di piacere causato dal capriccio più che dalla ragione”.

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