Archivio per novembre, 2008

Fabrizio De André – Dormono sulla collina

Posted in Musica on novembre 29, 2008 by luvemil

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Fabrizio De André – Nella mia ora di libertà

Posted in Musica on novembre 28, 2008 by luvemil

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Tomb of the Unknowns

Posted in Blog on novembre 19, 2008 by luvemil

Here rests in

honored glory

an American

soldier

known but to God

Queste le parole incise su un monumento ai soldati morti in guerra e non identificati.

La gloria non è nel riconoscimento ma nell’azione.

Echoes

Posted in Musica on novembre 16, 2008 by luvemil

Ecco la prima parte.

E questa è la seconda.

E questo è il testo.

Overhead the albatross hangs motionless upon the air
And deep beneath the rolling waves
In labyrinths of coral caves
The echo of a distant time
Comes willowing across the sand
And everything is green and submarine.

And no-one called us to the land
And no-one knows the wheres or whys
But something stirs and something tries
And starts to climb towards the light

Strangers passing in the street
By chance two separate glances meet
And I am you and what I see is me
And do I take you by the hand
And lead you through the land
And help me understand the best I can

And no-one calls us to move on
And no-one forces down our eyes
And no-one speaks and no-one tries
And no-one flies around the sun

Cloudless everyday you fall upon my waking eyes
inviting and inciting me to rise
And through the window in the wall
Come streaming in on sunlight wings
A million bright ambassadors of morning

And no-one sings me lullabies
And no-one makes me close my eyes
And so I throw the windows wide
And call to you across the sky

Wish you were here

Posted in Blog on novembre 15, 2008 by luvemil

Ho sempre cercato di trattare tutto con “grazia e sprezzatura”, per citare Baldessar Castiglione, eppure a volte ricevo di quelle notizie con cui devo veramente lottare per non essere travolto dalle emozioni. Ora sto lottanto, cercando di razionalizzare questa notizia che mi è giunta. La sto ridimensionando, la tratto con logica, eppure non posso negare che mi sconvolge. E tuttavia ora come ora non sto lottando per non far trasparire il mio sconvolgimento, lotto piuttosto per non creare illusioni, per non interpretare male. Sto lottando con me stesso per dare alle pare il loro giusto senso, affinché non vi sia nella mia mente un disegno diverso dall’oggetto cui corrisponde nella realtà, e soprattutto che questo disegno non sia migliore di esso.

La verità, per chi la volesse conoscere, è che ho bisogno di capire. Ho bisogno di capire ciò con cui realmente ho a che fare. Non posso e non voglio essere costretto a subire delusioni. Eppure, ora come ora, cosa non potrebbe deludermi?

Solo tu puoi rispondermi, ma non posso parlarti. Sapere cos’è in realtà questa ipotesi di pensiero che mi è giunta all’orecchio. Più il tempo passa più si allontana la fantasia dalla realtà. Mente, perché m’inganni? A che serve che io continui a ripetermi che tutto ciò è insignificante, se ogni volta che lo dico tu ti convinci sempre di più del contrario?

Ho paura di dormire, ho paura di attendere, ma non temo di sapere. La verità, qualunque essa sia, è sempre meglio della fantasia. La verità potrà ferirmi adesso, ma di una ferita lieve, e anche se fosse profonda sarebbe la prova che sono vivo. O idiozia, ipocrisia, stupidità, falsità, lussuria, superbia, perché mi tormentate? Ora voglio solo chiudere gli occhi e non essere nulla, ascoltando nella mia mente la melodia.

How I wish,

How I wish you were here.

We’re just two lost souls swimming in a fish bowl,

Year after year.

Running over the same old ground.

What have we found? The same old fears.

Wish You Were Here.